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John Terry Nazionalità Altezza Peso CalcioFootball pictogram.svgRuolo Squadra Ritirato Carriera Giovanili Squadre di club1 Nazionale Carriera da allenatore
John Terry 01 Chelsea vs AS-Roma 10AUG2013.jpg
Terry con la maglia del Chelsea nel 2013.
Inghilterra Inghilterra
187 cm
90 kg
Allenatore (ex difensore)
Aston Villa Aston Villa (Vice)
7 ottobre 2018 - giocatore
1991-1995 West Ham Utd West Ham Utd
1995-1998 Chelsea Chelsea
1998-2000 Chelsea Chelsea 6 (0)
2000 Nottingham Forest Nottingham Forest 6 (0)
2000-2017 Chelsea Chelsea 486 (41)
2017-2018 Aston Villa Aston Villa 32 (1)[1]
2000-2002 Inghilterra Inghilterra U-21 9 (1)
2003-2012 Inghilterra Inghilterra 78 (6)
2018- Aston Villa Aston Villa Vice
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate all'11 ottobre 2018

John George Terry (Londra, 7 dicembre 1980) è un allenatore di calcio ed ex calciatore inglese, di ruolo difensore, attuale vice allenatore dell'Aston Villa.

Capitano del Chelsea dal 2004 al 2017, è stato nominato miglior difensore della Champions League nel 2005, 2008 e 2009; inoltre è stato votato Giocatore dell'anno della PFA nel 2005 e fino al 2009 è sempre stato incluso nella FIFA FIFPro World XI.[2] Ha poi figurato nella squadra ideale dei Mondiali 2006 (fu l'unico calciatore inglese)[3] ed è stato votato per tre volte giocatore dell'anno dai tifosi del Chelsea (record nella storia del club).[4]

Nel 2007 è stato il primo capitano ad alzare la FA Cup nel nuovo stadio di Wembley, dopo avere vinto ai tempi supplementari la finale contro il Manchester United (1-0). È stato inoltre il primo giocatore della Nazionale inglese a segnare nel nuovo impianto durante la gara Inghilterra-Brasile (1-1).

Nella stagione 2014-2015, quando indossava la maglia del Chelsea, è diventato il secondo calciatore di movimento nella storia della Premier League, dopo Gary Pallister del Manchester United (stagione 1992-1993), a giocare tutti i minuti di tutte le partite stagionali e poi vincere il campionato.[5]

Indice

I genitori di Terry si chiamano Ted e Sue, mentre suo fratello Paul (classe 1979) è anch'egli un calciatore professionista.[6] Nonostante abbia trascorso la propria carriera calcistica fin dalle giovanili tra le file del Chelsea, Terry ha dichiarato che, quand'era più piccolo, era un tifoso del Manchester United.[7]

Attualmente, risiede ad Oxshott, nel Surrey, assieme alla moglie Toni Poole (con cui si è sposato il 15 giugno 2007) e ai suoi due figli, Georgie John il maschio e Summer Rose la femmina (gemelli, nati il 18 maggio 2006).[8] Nel 2009, Terry ha anche avuto l'onore di essere votato "Padre Inglese dell'Anno".[9]

Terry è uno dei pochi calciatori che è riuscito ad incassare più di un milione di sterline grazie alla sua autobiografia.[10]

L'8 novembre 2009 il padre del calciatore è stato coinvolto in uno scandalo pubblicato da News of the World. Il giornale ha infatti diffuso un filmato girato in un bagno di un bar riprendendo il padre di Terry mentre spacciava 3 grammi di cocaina ad un reporter del giornale che si era camuffato da compratore.[11]

Il 20 dicembre 2009 John è stato nuovamente coinvolto dal giornale News of the World il quale ha pubblicato sul suo sito web un video che immortalava il giocatore nell'intento di vendere a circa 9.000 euro un tour guidato all'interno del centro sportivo del Chelsea. Il video è stato girato segretamente da tre giornalisti del News abilmente camuffati.[12]

Il 29 gennaio 2010 è stato scoperto un tradimento ai danni di sua moglie con Vanessa Perroncel, ex-fidanzata del suo amico e compagno di squadra al Chelsea ed in Nazionale, nonché testimone di nozze, Wayne Bridge.[13] Dopo un'iniziale minaccia di divorzio[14] la moglie ha poi deciso di perdonarlo.[15][16][17]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Chelsea[modifica | modifica wikitesto]

La formazione e il prestito al Nottingham Forest[modifica | modifica wikitesto]

Terry mosse i primi passi da calciatore nel settore giovanile del West Ham, formazione per la quale tifava oltretutto suo padre Ted, ricoprendo il ruolo di centrocampista centrale.[18] A 14 anni, però, venne ingaggiato dal Chelsea, squadra che, dopo averlo testato come difensore centrale in una partita delle riserve, lo reimpostò stabilmente in quel ruolo.[19]

Terry fece il suo debutto ufficiale con la maglia dei Blues in Football League Cup il 28 ottobre 1998 contro l'Aston Villa, con l'italiano Gianluca Vialli in panchina, partita che terminò con una vittoria per 4-1 per i Blues.[19][20] La prima presenza da titolare invece, la fece durante la stessa stagione, stavolta in un incontro di FA Cup del 2 gennaio 1999 contro l'Oldham Athletic (terminato 2-0 per i londinesi).[19] Durante la sua prima annata, collezionò 9 presenze totali, esordendo pure in Premier League il 26 dicembre col Southampton e in Coppa delle Coppe il 18 marzo col Vålerenga.[19]

Con l'arrivo di Claudio Ranieri sulla panchina del Chelsea, stagione successiva giocò ancora 9 partite, per poi essere prestato al Nottingham Forest da gennaio a maggio 2000,[19] per poi fare nuovamente ritorno nel club di Londra. Con la maglia dei Forest disputò in tutto 6 incontri, tutti in Football League Championship.[21]

La promozione a titolare[modifica | modifica wikitesto]

Tornato tra le file dei Blues, Ranieri lo giudicò pronto ad essere un membro fisso della prima squadra, al fianco del capitano Marcel Desailly.[19] Egli giocò una buonissima andata, come testimoniato anche dal crescente affetto dei suoi tifosi per lui, i quali lo votarono per la prima volta miglior giocatore del club in quell'annata.[4] Durante tutta la stagione 2000-2001, disputò 26 incontri, segnando anche il suo primo gol da professionista su assist di Gianfranco Zola il 13 gennaio 2001 in un derby contro l'Arsenal terminato poi 1-1.[19]

Nel 2001-2002, poi, promosso ormai titolare, fece in tutto 49 presenze, segnando 4 reti.[21] Il 5 dicembre 2001, poi, giocò contro il Charlton Athletic la sua prima partita da capitano, per l'assenza del francese Desailly.[19] Da quel momento in avanti, per le stagioni 2002-2003 e 2003-2004 divenne stabilmente il vice-capitano della formazione londinese.[19] Nel 2002 il Chelsea riuscì a raggiungere la finale di FA Cup, ma l'Arsenal si impose 2-0. Terry, sfortunatamente, poté entrare soltanto nel secondo tempo di quella partita, poiché in condizioni non ottimali a causa di un virus.

Le vittorie e la fascia con Mourinho[modifica | modifica wikitesto]

Durante le due annate successive, Terry apparve in campo nella prima 29 volte (con 6 gol),[21] e nella seconda 49 volte (con 3 marcature),[21] e il Chelsea, appena acquistato dal magnate russo Roman Abramovich, aveva raggiunto un secondo posto in Premier League e una semifinale di UEFA Champions League, poi persa col Monaco. Insoddisfatto di questi risultati, a fine stagione Abramovich esonerò Ranieri, rimpiazzandolo col portoghese José Mourinho, vincitore oltretutto dell'ultima edizione della prestigiosa competizione europea col Porto.

Con il ritiro di Desailly, dalla stagione 2004-2005 diventò il capitano stabile della formazione londinese (suo vice divenne l'amico Frank Lampard).[22] Durante quell'annata, poi, il Chelsea vinse la Football League Cup e il suo secondo campionato (a 50 anni esatti dal primo), con il record di punti in classifica, di reti inviolate e del minor numero di gol subiti in una sola stagione.[6] Terry, con 53 presenze e 8 reti,[21] vinse per la seconda volta il premio come miglior giocatore del suo club,[4] oltre a quello di miglior difensore della Champions League. Nel 2005-2006, poi, i Blues vinsero il FA Community Shield e di nuovo la Premier League, e Terry, riconfermato il migliore della squadra dai suoi tifosi,[4] concluse la stagione con 51 apparizioni e 7 gol.[21]

Terry con la maglia del Chelsea.

La stagione successiva vide Terry protagonista di molti episodi singolari: infatti, il 14 ottobre 2006, in una partita contro il Reading, si propose di ricoprire il ruolo di portiere dopo gli infortuni di Peter Cech e Carlo Cudicini, indossando la maglietta col numero 40 appartenente ad Henrique Hilário, terzo portiere non convocato in quell'occasione.[6] Il 26 dicembre dello stesso anno, poi, sempre contro il Reading il giocatore fu costretto ad uscire dal campo per un problema alla zona lombare della schiena.[23] Due giorni dopo, egli fu operato,[23] e poté tornare in campo solo il 3 febbraio 2007. Durante la finale di Carling Cup contro l'Arsenal, però, Terry subì un forte colpo in faccia da Abou Diaby, e rimase tramortito a terra per poi essere scortato fuori in barella e subire un immediato ricovero. Ad ogni modo, in quell'occasione non fu riscontrato nessun grave danno, anche se inizialmente si temeva il peggio. Anche senza il suo capitano, il Chelsea vinse quella partita e Lampard dedicò la vittoria proprio all'amico in ospedale, il quale ebbe modo di ringraziarlo quando raggiunse la squadra per i festeggiamenti. Anche a causa degli infortuni occorsi, Terry disputò solamente 45 incontri, segnando una sola volta,[21] ma vincendo comunque Football League Cup e FA Cup. A fine stagione, prolungò il proprio contratto con i Blues, divenendo anche il giocatore più pagato fino a quel momento della Premier League, con 135.000 sterline a settimana.[24]

Il periodo buio con Grant e Scolari, poi Hiddink[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 2007-2008 fu una delle più sfortunate per John Terry e per tutto il Chelsea: innanzitutto, dopo una serie di risultati negativi nelle partite iniziali e alcuni screzi con la proprietà, José Mourinho rassegnò le proprie dimissioni, lasciando la squadra nelle mani dell'israeliano Avraham Grant, già dirigente. Il 16 dicembre, poi, in un derby con l'Arsenal Terry rimediò un pestone da Emmanuel Eboué, rompendosi tre ossa del piede. Inizialmente i medici ipotizzarono che sarebbero stati necessari tre mesi per il recupero, ma il giocatore riuscì a tornare in campo in tempo per guidare la propria squadra nella finale di Carling Cup, persa per 2-1 col Tottenham. Più tardi, nell'ultima partita di campionato col Bolton (11 maggio 2008), si scontrò con Peter Cech, subendo un leggero infortunio, che comunque non gli pregiudicò la partecipazione alla prima finale di Champions League del suo club, contro i rivali del Manchester United. L'incontro, terminato 1-1 dopo i supplementari, si concluse ai tiri di rigore, e Terry sbagliò l'ultimo di essi, quello che gli avrebbe consegnato il prestigioso titolo dopo l'errore dell'avversario Cristiano Ronaldo. Decisivo fu poi lo sbaglio del compagno Nicolas Anelka, che consegnò la coppa nelle mani dei Red Devils.[25] Dopo la finale, Terry fu difeso dai compagni e venne da loro definito Mr. Chelsea, per il carattere e la bravura con cui aveva sempre guidato la sua squadra.[6] Il giocatore concluse così la stagione 37 presenze e 1 gol,[21] ma con soltanto secondi posti (in campionato, Champions League e Carling Cup).

L'anno successivo Grant non fu confermato, e al suo posto arrivò il brasiliano Luiz Felipe Scolari.[26] Con lui, il Chelsea partì bene, ma verso metà della stagione arrivarono parecchi risultati negativi, propiziati anche da una carente preparazione atletica,[27] che permetteva alle squadre avversarie di segnare parecchi gol ai Blues specialmente nei minuti conclusivi di ogni incontro. Nel febbraio 2009 Scolari venne esonerato, e al suo posto giunse Guus Hiddink, olandese già CT della Russia.[19][27] Grazie ai suoi metodi, il Chelsea vinse la FA Cup (primo trofeo nell'era post-Mourinho), e venne eliminato dalla Champions League in semifinale dal Barcellona, squadra vincitrice del torneo, con molti dubbi sull'arbitraggio, espressi anche dallo stesso Terry, che comunque si presentò negli spogliatoi dei catalani per complimentarsi con Josep Guardiola e i suoi ragazzi.[19] Il capitano dei Blues concluse l'annata con 51 presenze e 3 marcature.[21]

I nuovi trofei con Ancelotti[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2009-2010, con l'italiano Carlo Ancelotti in panchina, Terry conquistò per la prima volta nella storia del suo club il cosiddetto double campionato-coppa nazionale, da aggiungere al Community Shield vinto ad inizio stagione ai danni del Manchester United. L'annata, però, non era partita bene, con due scandali che lo avevano colpito: il primo era stato causato da suo padre, Ted, scoperto mentre vendeva cocaina ai cittadini londinesi;[11] il secondo lo coinvolse in prima persona, poiché i tabloid britannici erano venuti a conoscenza di una sua relazione con la modella francese Vanessa Perroncel, ex fidanzata del suo amico ed ex compagno di squadra Wayne Bridge, che aveva anche rischiato di mettere in crisi il suo matrimonio con Toni Poole.[13] Ad ogni modo, dopo qualche partita giocata non al suo solito, Terry riuscì a riprendersi, salvando il matrimonio e disputando 52 partite (con 3 gol).[21]

La Champions League con Di Matteo[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 2011-2012 fu molto travagliata per il Chelsea che, dopo avere esonerato André Villas-Boas (che tentò di accantonare i senatori dei Blues, tra cui Terry)[28][29] rimpiazzandolo con Roberto Di Matteo, arrivò sesto in campionato ma vinse la sua prima Champions League contro il Bayern Monaco ai rigori, dopo l'1-1 maturato durante la partita.[30] Terry, però, questa finale non la poté disputare a causa dell'espulsione che rimediò nella semifinale di ritorno contro il Barcellona.[31] Tuttavia festeggiò la vittoria con i suoi compagni e sollevò il trofeo insieme a Frank Lampard.

Le Premier con Mourinho e Conte e l'addio[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2014-2015 il Chelsea tornò campione d'Inghilterra sotto la guida di José Mourinho e Terry vinse la sua quarta Premier League, sollevando il trofeo, giocando tutte e 38 le partite della squadra oltre che tutti i minuti nonostante i 35 anni d'età.[5]

L'anno successivo l'allenatore portoghese venne esonerato e rimpiazzato da Guus Hiddink; Terry giocò di meno (24 partite) e la squadra arrivò a metà classifica. In tutto questo Terry disputò una stagione non buona, mostrandosi in calo,[32] ricevendo (dopo 5 anni) un'espulsione in Premier nel successo per 3-2 contro il WBA.[33] In più il 15 gennaio 2016 si rese protagonista due volte contro l'Everton: al 50' la squadra andò sotto per via di una sua autorete, ma al 98' pareggiò segnando il definitivo 3-3.[34] Per concludere un'annata negativa il 7 maggio 2016 si rese protagonista di un'altra espulsione negli recupero della sfida persa per 3-2 contro il Sunderland con un brutto intervento su Wahbi Khazri.[32][35]

Nonostante nel febbraio 2016 avesse dichiarato di volere lasciare il club a fine stagione,[36] arrivati a tal momento il neo allenatore dei londinesi Antonio Conte lo convinse a rimanere per un'altra stagione.[37]

Tuttavia dopo settembre l'allenatore leccese mise Terry ai margini,[20] anche per via di un infortunio subito il 12 settembre 2016 contro lo Swansea City.[38] Il 17 aprile 2017, dopo avere giocato poco durante la stagione, annunciò che a fine stagione avrebbe lasciato il Chelsea.[20] Il 15 maggio 2017 segnò la sua ultima rete con i Blues segnando il provvisorio 1-0 al 22' nel 4-3 contro il Watford.[39] Sei giorni più tardi disputò la sua ultima gara con i londinesi nel 5-1 contro il Sunderland, venendo rimpiazzato al 28' da Gary Cahill (la sostituzione avrebbe dovuto avvenire al 26' in quanto il 26 è il numero che indossò ai Blues) uscendo tra gli applausi.[40][41] Concluse la sua lunga esperienza al Chelsea con il quinto e ultimo scudetto messo in bacheca.[40]

Aston Villa e ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 luglio 2017, dopo aver dedicato ventidue anni della sua carriera al Chelsea (717 presenze e 67 gol in tutto), firma un contratto annuale con l'Aston Villa. Il difensore scelse di indossare la maglia n° 26, come nella sua ex squadra.[42][43]

Scaduto il contratto, si svincolò il 1º luglio 2018.[44]

Il 12 settembre rifiutò l’offerta presentata dallo Spartak Mosca.[45] Il 7 ottobre annunciò il suo ritiro dal calcio giocato.[46]

Con i club ha messo insieme 759 presenze e 68 gol con 17 trofei vinti.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Under-21[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 2000 e il 2001 giocò 9 partite con la selezione Under-21 inglese mettendo a segno 1 rete in occasione del 4-0 contro la Finlandia il 23 marzo 2001.[47] Non viene poi convocato per l'europeo di categoria del 2002.[48]

Nazionale maggiore[modifica | modifica wikitesto]

Terry fece il suo debutto ufficiale nella Nazionale inglese nel 2003, in occasione di un'amichevole disputata contro la Serbia, rilevando al 46' Steven Gerrard.[49] Presto, il CT Sven-Göran Eriksson lo scelse come titolare inamovibile al fianco di Rio Ferdinand, formando la coppia difensiva che avrebbe rappresentato l'Inghilterra in occasione degli Europei del 2004. Durante un incontro che lo vedeva avverso alla Polonia per qualificarsi a Germania 2006, indossò per la prima volta la fascia da capitano della sua selezione, dopo la sostituzione di Michael Owen. Il 30 maggio 2006, prima dei Mondiali, segnò il suo primo gol con la maglia dei Tre Leoni nel successo per 3-1 ai danni dell'Ungheria.[50] Dopo la fallimentare spedizione inglese in Germania, Terry fu l'unico della sua squadra a far parte della formazione-tipo del torneo.[3]

Il 10 agosto 2006, il CT Steve McClaren lo nominò stabilmente capitano, con vice David Beckham.[51] Nonostante però l'impegno suo e dei compagni, l'Inghilterra non riuscì a qualificarsi agli Europei del 2008, e allora McClaren fu sostituito dall'italiano Fabio Capello, che decise di mantenere il difensore del Chelsea capitano, affiancandogli nel ruolo di vice Rio Ferdinand e di terzo capitano Steven Gerrard.[52]

Nel febbraio 2010, pochi mesi prima dei Mondiali in Sudafrica 2010, però, Capello tolse la fascia a Terry a causa di una mobilitazione della popolazione inglese dopo le accuse di razzismo nei suoi confronti.[53] Come spiegato dallo stesso CT in un incontro di 12 minuti il 5 febbraio 2010, la sua decisione era stata presa soltanto nell'interesse della squadra.[54] Capello dichiarò poi che, sotto la sua guida, Terry non sarebbe più stato capitano della Nazionale.[55] Nonostante queste misure per la salvaguardia della squadra, Terry giocò tutte 4 le gare dell'Inghilterra che venne comunque eliminata agli ottavi di finale dei Mondiali dalla Germania.[56] Il 23 settembre 2012 Terry lasciò ufficialmente il calcio internazionale a causa delle accuse di razzismo che lo avevano infangato. Queste furono le sue parole: «Oggi annuncio il mio ritiro dal calcio internazionale. Ho sempre dato il massimo e prendere questa decisione mi spezza il cuore. (...) Sono stato già assolto dai giudici, mentre per la Federazione devo subire un nuovo processo. Questa situazione è insostenibile e non mi consente di proseguire la carriera in nazionale»[57]

Quattro giorni dopo diventò il vice del nuovo tecnico dell’Aston Villa Dean Smith.[58]

Al 12 maggio 2018 Terry ha disputato, tra club, nazionale maggiore e nazionali giovanili, 844 partite.

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 12 maggio 2018.[21]

Cronologia presenze e reti in nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Nazionale maggiore[modifica | modifica wikitesto]

Nazionale Under-21[modifica | modifica wikitesto]

Record[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 15 maggio 2017.

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Chelsea: 1999-2000, 2006-2007, 2008-2009, 2009-2010, 2011-2012 Chelsea: 2004-2005, 2006-2007, 2014-2015 Chelsea: 2004-2005, 2005-2006, 2009-2010, 2014-2015, 2016-2017 Chelsea: 2005, 2009

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Chelsea: 2011-2012 Chelsea: 2012-2013

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

2001, 2006 Gennaio 2005 2005 2004, 2005, 2006 2004-2005, 2008-2009, 2009-2010 2005, 2007, 2008, 2009 2005, 2006, 2007, 2008, 2009 2005, 2008, 2009 Germania 2006
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Altri progetti

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  • (ES) John Terry, su AS.com, AS. Modifica su Wikidata


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